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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Migranti

Il respiro degli afflitti
penetra nel buio della notte
si fa strada a preparare,
lamento doloroso,
la corona all'aurora.
Avidi di luce attendono
un qualsiasi aggancio
alla terra che allontani l'agonia.
Chiusi insetti sotto vetro,
spiriti di sventura dai corpi divelti
si chiamano con gli occhi.
Sul ventre delle madri
neanche i bimbi piangono.
Ma le donne,
le donne le vedi ardite,
di un orgoglio ancestrale
che salva la stirpe.
Sugli scogli anche
le nostre ombre si vergognano.
Qualcuno ingrassa
e li chiama feccia del mondo.