Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Lungo il corso verso la Porta Reale
Come l'ombra della sera scende
il silenzio sulla campagna spremuta
d'ogni umidità, dopo che il giorno
stancamente si tuffa dietro la collina,
dalla canicola estiva arsa. Lontano, i fari
delle macchine feriscono la prima oscurità.
Respiri l'aria della sua tristezza, computi
i giorni i mesi gli anni da quando,
delfino a poppa della nave, seguivi la sua
fedele giovinezza. Ora che navighi
nelle acque della memoria, la scopri
isola montuosa e selvaggia, sirena
incantatrice, Circe mostruosamente bella.
All'istante i fiori di loto del suo giardino
sotto il suo sguardo si mutavano in frutti
che ti offriva per cancellare rimorsi
e evitare di scavare nel tuo cuore.
Ah, quale intenso amore ti giocasti
lungo il corso verso la Porta Reale!
Che turbamento questo sogno di ricordo,
pungente e verde come ramo di limone,
per il bacio che non le desti, per la lacrima
che non le asciugasti! Pensavi di rinviare
ad altro giorno, che mai arrivò.
La dura rotta degli eventi altrove ti condusse
e lei entrò nella luce del sole che sempre
sopra di te sta. Vana è la fuga, ti ritrova...
ti ritrova, come il pensiero della morte
che dice: giunta è l'ora di volgerti
a occidente della nostalgia e del sogno!
