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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Leggendo Prévert

Pallida sfrangiata luna che tra i tetti
sonnecchi,
il sole ti ha sorpreso nel luminoso
azzurro solco del mezzogiorno
di questo inizio d'anno.
Le sillabe conto mentre sulla carta
che non ha memoria né pena
traccio un sogno gentile
che sa di lucenti occhi
e ciocche di biondi capelli.
Un merlo salta e il pane becchetta nel cortile
e par che dica:
vola il tempo, fermare non puoi
il tuo orologio
che le ore inghiotte con ingordigia.
E questo è il breve canto
dell'antico adolescente di provincia
che dava il cuore
a Michèle Prim di Toulon.
Il teatro di Jean Anouhilh amava Michèl

e  sognava la Sicilia nella sua casa

di Lotissement Mira Bon Rencontre,
leggendo Prévert.