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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il sogno

Finire nel buco nero di una galassia,
abisso di profondissimo buio!
Con orrore mi viene da pensare
alla mia morte, ma morto non sono,
nel sogno sono sepolto.
Ecco il naufragio della barca dell'esistenza,
sempre scossa dai flutti di dolori e paure.
Una mostruosa bocca inghiotte un fiume
di annegati che dibattono braccia e gambe
prima di scomparire.
Ognuno senza un grido si perde nel buio
e nel silenzio. Immensa un'ombra si dilata
sino a schiarirsi, a farsi luce,
luce d'innumerevoli occhi che se stessi
scrutano, implorando senza carne,
senza lacrime.
Da uno di quegli occhi, fattosi d'improvviso
più splendente, viene una voce misteriosa
e stridula: Io sono Pier Paolo, bolognese
ma di lingua friulana. Anch'io come gli altri
sono passato sulla terra lasciando non altro
che l'impronta umile e umida che la lumaca
perde lungo la via nel suo lento cammino.
E tu, ricordami ai viventi. Già conosco
quel che dirai. Del giorno della mia morte
dirai, della mia sgusciata carne!