Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'uomo testagrossa


Cadde o qualcuno lo spinse lungo
ripide scale,non si seppe mai,
dunque io non lo salvai.
Vino e sangue gorgogliarono
nella sua bocca. Era un idrocefalo,
ma per noi ragazzi l'uomo testagrossa
ricco di malefici poteri.
Quel giorno dal barbiere lo vidi
e brividi corsero lungo la mia schiena
quando i suoi capelli tagliati toccarono
i miei riccioli a terra insieme spazzati
nella pattumiera dal garzone gaiamente
fischiettante.
Mi accorsi allora che l'uomo testagrossa
anche un'anima aveva,quando con sorriso
screpolato accennò un saluto e si diresse
verso casa per strade d'abituale calvario.
Inutilmente tentai più volte d'impedire
gli amari scherni,ma per tutti l'uomo
testagrossa era l'ottuso mostro del paese
da dileggiare col rostro del gratuito disprezzo.

Potrebbero interessarti