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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'uniforme di fustagno di mio padre

Sul poggio di S.Nicola in una oscura via
era la tua casa di garzone di bottega.
Chino sul deschetto presto imparasti
a destreggiarti tra lesina e trincetto,a battere
sul cuoio e sputare per lucidare le scarpe.
Partisti un giorno per le colonie d'Africa
e al tuo ritorno già pronte erano la giubba
di fustagno e il berretto con l'aquila reale
dalle spiegate ali.
Così t'ammiro nella foto della dolce
giovinezza che dal cuore ti sorgeva
quando t'univi al coro degli amici
del bar della Bombarda,vicino al Municipio
che ieri accolse il finto ufficio di Montalbano.
Curioso che il fotografo ti fece assumere
la posa di profilo anticipando il vezzo
della Gruber alla tivù.
Con gli anni portasti la tua vita viva
ma sempre schiva sulle spalle
come l'ingombro del moschetto.
Di notte lo stringevi al petto,
a guardia del carcere convento dove
trovò perdono persino l'assassino
della vergine fanciulla di Nettuno.

Note dell'autore:
-S.Nicola è un quartiere di Scicli
-Il Municipio è quello di Scicli
-Il carcere, ex convento francescano, è quello di Noto

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