Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'umiltà di S. Francesco
Io,
Francesco di Dio,
che sulla terra parlai al lupo
e agli uccelli del bosco,
quassù ancor mi pento
del peccato d'orgoglio e di superbia
per la mia manifesta umiltà.
Se solo penso alla gioia
con cui mi spogliai delle ricche
vesti e le consegnai a messer
Bernardone,mio buon padre,
cui inflissi così tanto dolore;
se penso a Chiara,dolce compagna
di spirituale vita,che con me
condivise la suprema rinuncia
in nome della fede,mi domando
se tutto ciò non potè apparire
al mondo segno di superbia
che,elevandomi al di sopra
di tutti,mi guidava a un traguardo
di bontà insuperabile.
Questo pensiero che pure
attraversò la mia mente e a lungo
mi trafisse il cuore,si allontanò
per volontà di Dio solo quando
il vento della morte la mia bocca
toccò,mentre baciava i chiodi
della croce che sulle mie mani
lasciarono infine l'impronta
della vera umiltà.
