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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
L'ultimo perché

Salmodiano i frati del convento

la liturgia dell'ora vespertina,

nell'aria settembrina si spande

l'odore delle vigne appena spogliate.

Giocano ragazzetti a battimuro

attorno alle mura gridando al vento

la loro acerba gioia. Scricchiola

il cancello di ferro arrugginito

e striscia sul lastrico corroso

con un lamento che fa male al cuore.

Tra quelle mura hai nascosto ragioni

che non conosco e ora sempre più

spesso vengo a chiederti saggezza

e coraggio per i giorni comuni che

senza raggio di sole scorrono freddi.

Ecco ai tuoi piedi, amico di un tempo

lontano, rimetto le asperità

che intralciano i miei passi, rimetto

i miei distrutti pensieri, la stessa

scarnificata ombra del mio essere

in vita. Così, tra queste mura nascoste

dal verde ombroso di olmi e di castagni,

si spacca in minuti frammenti

il mio cuore desolato alla vana ricerca

dell'ultimo perché.

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