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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'oratorio


Scheggiavano la pomeridiana ora
estiva gridando evviva i fanciulli
alla partita: invano ,alzata
la veste nera,il prete calciava
il pallone in rete.
Altri ornavano di disegni la lavagna
e se osceni s'affrettavano a cancellarli.
I più masticavano le gomme
e poi le attaccavano sotto le seggiole.
Risse gemmavano d'improvviso,
placate presto dall'arsura che per l'asciutta
fontana (sospeso spesso era il flusso d'acqua )
spingeva a rifugiarsi tra gli odorosi
oleandri attorno al campo.
Sempre uguali sostavano le estati,bruciando
i nostri cuori, e si credeva che il mondo
fosse solo quello!
Nessuno immaginava l'imminente esilio,
il sospiroso addio al ciglio della propria via,
cicatrizzato addio dal lungo cammino della vita.

a Salvatore Schifitto