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torchio uva
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il torchio dell'uva

Dalla casa di campagna
il torchio dell'uva, restaurato,
fa bella mostra di sé nella sala.
Leggermente modificato, accoglie
ninnoli e bottiglie, ma non si rassegna.
Con la sua lunga asta di ferro
e la ruota dentata, sta lì in un angolo,
imbronciato, a ricordare tutti i sogni
che ha macinato anno dopo anno.
La notte, quando tutti dormono,
non finisce mai di narrare le storie,
i canti dei vecchi che allegramente
giravano attorno, riempiendo i tini
di rosso schiumoso liquore spremuto.
Io, sì, che sapevo ammansire -dice-
gli animi agitati, sedare ogni ansia,
portare l'allegria.
Parlano le cose, parla la materia
che crediamo inerte. Scorre in essa
una obliqua vita impalpabile,
parte di noi stessi, del nostro odore,
dei nostri pensieri, bianchi e rossi,
globuli sospinti nei cunicoli dell'anima,
arenati nelle anse delle vene.