Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il sogno
Scendevano i nomi degli amici
ad uno ad uno dal cielo oscuro
di antico oblio e traversavano
l'aere limpido della memoria,
quasi lucciole brillanti nella notte,
quando nessuno rammentavo
appena prima.
Il suono di quegli amati nomi
non allietava solo il mio orecchio
ma era sapore come di odorosa
menta per la mia bocca che ora,
ridente, continuamente ripeteva.
Avrei voluto interrogarli sul loro
"dove" del mistero, seguirli lungo
il molle sentiero di un colle, avvolto
nella nebbia, in cui si avvitavano
senza lasciare traccia.
Nessuno sciolse i miei dubbi,
se parlare o tacere, se avanzare
o stare fermo. Occorrevano forse
altro cuore e altra mente che a me
non furono dati.
E più non vidi quel corteo d'ombre
sparito come l'altro che sapevo
alle mie spalle ingombre d'anni.
