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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il pino e il cipresso


Si va verso la morte sulla profonda
terra planando, come il gabbiano
nel gelido vento di maestrale sull'onda
marina. Ma non c'è rimpianto di nulla
se da tempo messo hai da parte
il forte io dell'acceso egoismo.
Beato Pablo cui l'ignoto umile
fanciullo illuminò di solidarietà
umana la sua infanzia quando,
nel cortile solitario di una solitaria
casa, gli donò un giocattolo rotto.
Simile al pino travolgente impetuoso
esuberante Neruda percorse la difficile
strada della condivisione, dell'amore
per quell'esercito di gente che l'oriente
ha sempre privilegiato come l'oceano
che tutti accoglie.
Non anche la cultura dell'occidente
come teorizzò Boezio la singolare
individualità della persona.
Così tu resti come il cipresso elegante
solitario discreto meditabondo
in religioso silenzio e ami chiuderti
nel romitorio a tu per tu con l'Assoluto!

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