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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il futuro

Quando mi parla la tua bocca
del futuro, l'anima mi tocca! -
Così dicevo fino ad alcuni anni fa,
ora penso che la nostra età
non abbia più spazio sufficiente
da contenere un futuro.
I nostri ricordi sono tutti inclinati
al passato. Non sempre così è.
Mio nonno, stessa età del terzo re
Vittorio Emanuele, poeta illetterato
come se ne trovano tanti nei piccoli paesi
che, se solo ti avvicini, ti recitano a memoria
l'intera Gerusalemme Liberata o le ottave
dell'Ariosto e quelle da loro create ad imitazione,
veniva spesso punzecchiato dalla moglie:
- Cosa speri, non hai futuro, tu! -
E invece il nonno pensava al futuro,
al futuro dei nostri volti, al mondo
senza carretti, al mondo senza guerre,
al mondo senza fame di carne d'animali.
Sì, perché bisognava rispettare gli animali:
la capra, l'agnellino, la mucca e pure i maiali.
Ma io timidamente osservavo: la zanzara,
no però, nonno. Odio la zanzara...
- E sia! -
sorridendo mi diceva.

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