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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il falò

Festosa e improvvisa, la sua risata
squillava e faceva luce la sera
seduti sulla scalinata
della romana basilica dove osavo
dirle: io alito sul tuo cuore!
Se lacrimava appena una nuvola
scura che bassa viaggiava
sulle nostre teste, in fretta correvamo
a ripararci e il suo respiro,
dopo la corsa, mi dava ansia e gioia.
Più tardi trovavo conforto tra vecchi
libri e muffite carte che portavano
improbabili titoli di storie
iniziate e mai finite.
Ogni sera rimandavo il falò
che la mattina al primo risveglio
davo per sicuro.
Su una di quelle carte avevo scritto:
-Ardono le parole come un roveto,
sono albe che aprono le nostre vite.
Le sperde il giorno poi se cala il silenzio
e vien la notte!

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