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clarinetto
 Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Clarinetto mozartiano

Clarinetto mozartiano, stasera
ti ho ascoltato come non mai,
il tuo suono nel cuore mi sta:
-"Ricordami, chiamami" -mi dici-.
Ma io sono lontano da quel tempo:
dimenticami se puoi, delicatamente,
con delicatezza perdimi!
Quando apprendiamo l'ora,
svanisce ogni complicità con la vita,
restiamo con lo sguardo fisso nel vuoto,
forse innanzi a noi passano ombre,
le ombre di quelli che furono per noi
maestri nel bene e nel male.
Ci scopriamo allievi come allora, nudi,
quando ancora nessuna struttura
incrostava il nostro spirito.
Che me ne faccio ora dei consigli
ad aspirare alla gloria, spuma
effimera di mare, a consolidare l'orgoglio,
insana voce dell'umano deserto?
Meglio chi ci sospingeva ad accogliere
l'ineluttabile e la sofferenza, la tenerezza
e l'inclinazione al bene.
E tutto si prenderà la tacita melodia
dell'infinita notte, quel poco che credevamo
ci appartenesse e quel tanto che ci illudevamo
di possedere come il vento, il cielo e i colori
dell'alba e del tramonto.