Poesia di Vincenzo Fiaschitello - Casina rossa
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Poesia di Vincenzo Fiaschitello  
Casina rossa  

Se nessuna onda malevola

ha staccato la tua mano

dalla frisata della barca

della memoria della tua vita,

rammenterai la casina rossa

dove s'andava un tempo, a Pasquetta,

a mangiare l'uvetta e la colomba

dal petto ripieno di uova sode.

Rammenterai com'era intenso 

il profumo della violetta che in segreto

posavi sul banco di una compagna

di scuola, e com'erano dolci il sorriso 

e gli sguardi intorno per indovinare

la mano di chi aveva avuto l'ardire

di simile gesto!

Declinata la luce del tramonto

che colora i tetti delle case e il grigio

delle pietre dei muri a secco,

la notte ha un cielo sparso di stelle.

Un pensiero ti stringe il cuore,

guardi le tue mani che, frugando nei cassetti,

le carte inutili domani bruceranno.

Non pentirtene! Sono scheletri di sogni,

sono abiti da tempo dismessi che hanno

preso sulle loro fibre colori e dolori

di una vita che non c'è più.

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