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strada di notte
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Camminanza

Quando cammini in città ti sorprende
lo stridore di freni di un'auto,
il rombo di una moto
che ti sfiora pericolosamente.
Quando ti metti in cammino,
sulle spalle lo zaino,
ti sorprende Dio.
L'essere in cammino è preghiera:
è la camminanza o viandanza,
che altro non è se non transumanza
da un luogo che non può dare più
sostegno a un altro luogo
fonte di cibo di bene e di speranza.
Chi si mette in viaggio è un poeta:
nel cammino c'è un piede, un ritmo,
come nella poesia.
E poeti sono stati, ciascuno secondo
il ruolo e le possibilità, pastori mercanti
eroi e briganti. Non conta la strada
percorsa, quel che vale è il viaggio in sé,
la volontà di partire, di lasciare un luogo
sicuro, la propria casa, per avviarsi
fasciati dalla paura verso un luogo altro.
E nell'attraversare il tempo e lo spazio,
fuori dal bagaglio scivola la nostra vita
di viltà tradimenti e silenzi muffita.
Angoscia proviamo se il nostro zaino
lungo il percorso si va alleggerendo,
ma poi ci accorgiamo che possiamo fare
a meno di tante cose che pensavamo indispensabili.
Stravolgendo noi stessi, diventiamo leggeri,
mettendoci alla prova, dandoci nuovi tempi,
nuova disciplina. Il viaggio è l'iniziazione
a nuova vita: usciamo da noi stessi, dal vecchio io,
per ritrovare la nostra intimità. Scopriamo così
che il vero è dentro di noi condividendo
lo spirito dell'antico pellegrino, che perdendo
il suo bagaglio esclamava senza preoccupazione:
"Omnia mea mecum porto!"