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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Bruca la capra


Al vento di primavera
bruca la capra tenere violette
e linfa d'erba.
La capra dai grandi occhi
verdi,camuso il muso,
cui prese latte mattino e sera
il bambino di tanti anni fa.
Un asino raglia là nella stalla,
triste lo sguardo,le lunghe
orecchie tese.
E' l'ultimo della sua razza
tra questi monti.
Lontano il tempo
quando sulla groppa lungo
impervi sentieri legna
portava per il fuoco del camino
o nell'aia girava senza posa
a separare il grano dalla pula.
Era così popolare!
Ben lo conoscevano gli scolari
dediti solo a trastulli
birboni o grulli e d'ingegno tardi
che paura avevano di portarlo
sulle spalle a strappare
risa e lazzi ai compagni.