
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Al marchese del mio paese
Nella tua tenuta, marchese, raccolsi
i bossoli
dei vostri tiri al piattello,
al mercato del ferro li cambiai
in spiccioli
per le mie solitarie letture nella torre.
La ragnatela delle ore
copriva il mio cuore di fanciullo
e navigavo nel mare della fantasia.
Con la tua mira colpivi la tristezza
che non voleva morire,
con i miei sogni seminavo la malinconia.
Non temere, marchese,
ci sono io a ricordarti ancora,
i tuoi vecchi amici ciarlieri,
se non sono ombre, hanno scordato
i loro ieri e non bevono più il passito
e lo zibibbo delle tue vigne.
