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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
11 ottobre 2004

Credendo il partito di fare un servizio
alla cultura affida a una onorevole
l'incarico di commemorare il poeta,dico
Giovanni Raboni, morto il mese innanzi.
<Onorevoli vi prego>, urla più volte
il presidente. Ma quanto più è il fervore
dell'oratrice tanto più crescono schiamazzo
e confusione. Vivo, il poeta avrebbe detto:
<Non c'è peggior servaggio che voler
restare servi. Nessuna gloria ricerco
ma soltanto mi basta rammentarvi il mio
impegno civile che dai miei versi stilla>.
Non c'è salvezza, nessuno può far tacere
un latrato così alto e atroce che rimbomba
nel silenzio amaro dell'indifferenza.
Ora sappiamo solo che tanta è la sofferenza
del mondo, che il cielo filtra ancora la luce
per noi, che il verde dei campi ci dà conforto,
che tutto non è ancora morto!