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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'arabo corsaro

Anima, quale via del ritorno
t'ha dato chi dall'Essere
ti staccò per vivere accanto a me?
Non vuoi dirmi né del giorno
né del cammino. Non puoi?
Aspetterò, nel cuore mi fingo
e l'uno e l'altro.
Ma sarà veramente senza ritorno
il tuo viaggio? Tu, intatta sei rimasta,
non hai mutato aspetto né colore,
mentre io mi siedo, ora mi scopro
grigio e in rovina, diverso dal me stesso
di prima, anno dopo anno.
Tu sei sempre uguale, umile, rappresa
nella tua nudità, pur costretta a questa
terra, non sei di questa terra.
Lo so, forse ti seduce l'idea che dopo
di me, dimentica di me, tornerai
e vestirai un'altra vita migliore della mia.
Anima, non sorridere di me, ma quando
con altri sarai ti prego di ricordarti
quel che più mi piacque, quelle onde
del mare che un giorno vidi la prima volta
e sognai dell'arabo corsaro che in un lontano
tempo veleggiava a far razzie su queste
coste e correva a trovar rifugio in questa
grotta orrida e ventosa. Solo tu ed io
sappiamo quel che l'eco portò al nostro orecchio!