Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Inquieto cuore
Ti lamenti forse? Credi
che in fretta siano fuggiti
i giorni, i mesi, gli anni?
Guarda piuttosto all’essenziale:
come li hai riempiti? Forse
sei andato in giro con un sacco bucato?
Hai perso tutto per strada?
Mi dispiace che proprio a te
sia capitata questa ventura,
a te che non mancavi mai
di inchinarti gentilmente
alle idee, come a belle donne
che chiedevano ospitalità
nella tua mente, ai sogni
e ai desideri che davano senso
e nutrimento al tuo inquieto cuore.
