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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il saggio del deserto

Al vento stridevano rondini

e bandiere, quel giorno che visitai

le colonne di Palmira: solitarie,

sul deserto di incerte dune,

alzavano preghiere al cielo degli dei,

mentre languivo nel dolente dubbio

se era ancora possibile per me

un cammino verso la salvezza.

A sera, sotto la cupola del cielo

striata di rossastri nubi, il saggio

del deserto che spiava il mio cuore

inquieto, con sereno sorriso, mi disse:

“Guardati dalla felicità,

meglio la sventura. Il tempo ti guarisce

la ferita: come faresti con la felicità?

Se la possiedi o credi di averla circuita,

presto avrai con te l’angoscia di perderla!

Dimmi, allora, se non è dolore doverla

dividere con quel pensiero”.

Ancora mi risuonano all’orecchio

le sue parole: “Morte è la vita,

ora vai e fai in modo che la tua morte

sia alba di vita!”

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