Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il fanciullo di un'estate d'altri tempi
Sapevi di fumo di fascine che dal forno
acceso fin dal mattino il vento
tra ciondolanti nuvole tirava in alto.
Picchiavano gli zoccoli dei cavalli
sul selciato della strada,disteso
il fanciullo se ne stava a terra
nell'angolo dove una tenera rugiada
di fresco il velario dei rami d'ulivo
lasciava filtrare.
Uccelli i suoi pensieri che ora volavano
abbandonandosi ad ali raccolte,
ora ad ali tese.
Di tanto in tanto,un lungo ramoscello
in mano,solleticava una lumaca
che schiumava tra le drupe di un lentisco
o spezzava la tela che i ragni avevano
appena finito di rappezzare. Se cessava
il respiro del vento gli sembrava di udire
persino un sussurro nella siepe dove
i bruchi dalla verde peluria rosicchiavano
foglie di mirto. Sotto di lui a trapanare
la terra lombrichi e talpe scavavano
interminabili metropolitane.
La lunga estate in campagna lontano
dalla città gli inondava il cuore
di mille desideri. Quelle creature
d'istinto conoscevano la loro missione,
oscuramente tormentoso per lui trovare la sua
