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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il vecchio e la lucertola


Il vecchio ricordava com'era un tempo
quando libera e chiara gorgogliava l'acqua.
Venivano le donne a lavare i panni,
animali miti,silenti o mugghianti
conducevano gli uomini su cavalli
dai tremuli nitriti.
A lenti passi giungeva fin là per la quotidiana
passeggiata. Finalmente migrato ad altre plaghe
il temporale estivo aveva lasciato ancor
più azzurro e lucente il cielo.
Sotto l'acquazzone le erbe dei prati,
piegate come a voler bere distese,
ora si rialzavano prendendo vigore
dalla calura che tornava.
Sbiancavano i monti in lontananza.
Quasi pietrificata una lucertola sembrava
sfidare il vecchio. Piccole schegge damaschinate
ornavano testa e occhi dalla nera pupilla.
Sul flessibile capo ricoperto da minuscole
scaglie simili a piccolo prismi si andava
a comporre e a decomporre la luce del sole.
Un sorriso sfiorò la bocca del vecchio:
non aveva più fra le mani il cappio
di filo d'erba che tante volte da ragazzo
aveva usato per catturarla. Mosse
d'un tratto il capino e di scatto s'infilò
tra i sassi del muro. Solo la sua coda
di caucciù restava fuori.
Ecco pensava il vecchio: della mia vita
già scomparsa resta piccola cosa come
di questa lucertola la coda che non vale
nulla e può staccarsi senza danno