Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Dinanzi a una antica foto
Eravate della stirpe degli uomini,
avevate sguardi sorrisi ambizioni
odi e passioni tra il vano tumulto
del vivere, ballo mascherato,
cui nessuno può sottrarsi.
E temevate i fantasmi!
Ma ora che fantasmi siete voi,
appena usciti dal color seppia
di una antica foto, perché
vi aggirate a stendere sui miei occhi
un velo di sottile malinconia?
Perché mi fate ancora udire
le vostre parole che, tra queste
pietre infiammate dal sole,
ristagnano come foglie secche
sfrangiate e crivellate di buchi?
Ah, sì! La vostra vita passata!
Nessuno può giudicarla dall'esterno,
e meno di ogni altro io che sono
rimasto un semplice apprendista
di maliconia, quale ero da ragazzo
quando non riuscivo a sotterrare
le lacrime, se al tramonto scorgevo
la vela di una barca, che lentamente
si allontanava dalla riva come
un petalo di narciso, fiorito
sull'azzurro del mare o quando
una sera mi salutò per l'ultima volta
senza voltarsi indietro una fanciulla
dalla lunghe trecce.
Ed è pur vero che giunge il tempo in cui
infanzia e vecchiaia si ricongiungono!
