Poeti Emergenti -
Poesia di Salvatore Padrenostro -
Le terre vedute da lontano -
Ardenti di domani che s’avanzino
e di dopo, quando saranno felici
tutti i giorni, Amici, vegliamo
su queste notti antiche
di barbarie, di bandiere
strappate da sogni involuti
allo stadio della pietà
per un popolo che naufraga
sulla sua terra
incalzata da barche
di popoli che solide
nella dignità del dolore
s’inabissano.
Anch’io come voi sto in mare,
fermo, e vivo l’inferno
di chi non arriva, e se arriva
l’Inferno lo attende.
Il mare è il sangue vostro
della carne che si macera
e si maschera,nell’onda
che la tace.
Anch’io non vedo terra,
e il mio cuore
non ha pace.
E spero insieme a voi,io
di toccare le mani
che non mi toccano;voi
di vedere le terre dove sono io,
pure da lontano – dove, solo,
io aspetto compagni
che ho perso lungo un tragitto.
Tutto il tempo che ci ho messo a vivere.
