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Poeti Emergenti
Poesia di Salvatore Padrenostro
Aprile
 
Aprile mi scortica.
Avvizzisco, rinsecchisco,
come abbandonato
da liquido vigore;
scorrazza la clorofilla
nel linfatico circuito di vegetale
Natura rivitalizzatasi,
solare rinascimento
d’ogni minimo elemento.
Svolgimento in me diverso.
Avviluppato da un tal senso
di mortale disfacimento,
non me vivifico,
ma m’aggroviglio in me stesso,
a minor cosa riducendomi.
E mi disfà Aprile; mentre,
invece, Natura fa felice,
rigurgitante di colori e odori
che sgorgano impetuosi e allegramente.
In me abbandono.
Volersi ancor più ruvido;
quasi diafano divenire:
trasparire, per poi evadere
dalla scorza di un corpo, oramai
in bozzolo mutato di crisalide.
Apparire. Sparire, volandosene
come farfalla fa in Aprile.