Poesie di Natale Pace

Poesie di Natale Pace

Poesie di Natale Pace. 
Natale Pace è nato a Palmi, città della Piana che  ha dato i natali a personalità di spicco dell’arte e della cultura, lustro per tutta la Calabria e non solo: Francesco Cilea, compositore lirico del verismo romantico autore dell’Adriana Lecouvreur e Arlesiana, poi Leonida Repaci, fondatore del Premio Letterario Viareggio ed esponente di spicco della letteratura e dell’arte del secolo scorso; Domenico Antonio Cardone, filosofo, Antonio Altomonte e Domenico Zappone, giornalisti e scrittori, una delicata poetessa Ermelinda Oliva e tanti altri scrittori, pittori e scultori, che hanno fatto di Palmi negli anni un conosciuto polo artistico-culturale. 
Tutto questo retroterra culturale e la mai sedata sete di letture che già da piccolo lo teneva legato ai libri tramava perché, terminate le medie, si dedicasse agli studi umanistici. Invece le necessità di una famiglia numerosa e proletaria (nel senso che aveva come unica ricchezza gli otto figli quasi nove) gli permisero appena il diploma di ragioneria con la tesi, poi rivelatasi errata, che gli avrebbe permesso quasi subito di trovare lavoro e aiutare il bilancio familiare.
A metà degli anni ’60, un trasloco della famiglia nella vicina Melicuccà, poco meno di millecinquecento anime, dove, come dice Giuseppe Antonio Martino, forse per l’acqua pura che sgorga dalle sue sorgenti, o scrivi poesie o diventi pazzo, gli offrì l’incontro con un gruppo di giovani coetanei amanti della cultura e soprattutto gli fece conoscere la vita e la poesia di Lorenzo Calogero. Ormai nell’olimpo dei poeti massimi del novecento, morto suicida pochi anni prima che Pace si trasferisse nel suo paese, Calogero e le sue poesie sofferte e piene di pathos e le animate discussioni con Paolo e Pino Martino, Totò Bagnato, il pittore Stival e tanti altri furono il detonatore che aumentò a dismisura la sua voglia di leggere e fece scoppiare “il bisogno di scrivere”.
Il ritorno a Palmi, il diploma, la ricerca spasmodica di un lavoro che gli permettesse di la famiglia e che invece riuscì ad ottenere solo dopo la prematura morte del padre, gli stenti iniziali per tirare avanti la carretta, appena ventitreenne, ma capofamiglia con madre e sette fratelli tutti senza occupazione, portarono Pace a ridosso degli anni ottanta, quando avvenne il suo secondo incontro, ancor più fondamentale per la sua esperienza artistica. L’amicizia con Leonida Repaci e la moglie Albertina, la lettura delle sue opere, gli insegnamenti soprattutto di vita di cui essi furono prodighi nei suoi confronti, rivoluzionarono ogni pensiero e considerazione letteraria precedente. Nel 1978 ha pubblicato il primo volumetto di poesie “LA TERRA ED ALTRE CANZONI” che Giuseppe Selvaggi volle inviare in omaggio al suo amico Raphael Alberti con questo bigliettino: "Caro Raphael, a pag.32 c’é una poesia, forte - bella - pura - che oggi ci ha fatto ricordare Raphael sempre con affetto e ammirazione. Tuo, Giuseppe Selvaggi."  
Il libro fu anche recensito da Marcello Passeri, Vincenzo Saletta, Domenico Antonio Cardone e Franco Giacobbe, ma oggi Pace lo ritiene sintesi di esercitazioni poetiche giovanili, molto lontane dal “sistema” poetico degli anni successii.
Trascorsero dieci anni prima di a riassumere in un altro volume le composizioni poetiche nate  nel frattempo. Le poesie di IL SEME SOTTO LA NEVE sono più adulte, ma sicuramente risentono di influssi repaciani e calogeriani, oltre che denotare a volte chiaramente la p redilezione di poeti ermetici come Ungaretti e Quasimodo. 
Un salto temporale fino al 2001 e finalmente escono tutti i racconti, 21 racconti d’amore riuniti nel titolo PICCOLE PIUME. Una stranezza della raccolta è che nonostante gli scritti coprono un arco di tempo di quasi trent’anni, essi sono quasi tutti coniugati al femminile. Personaggi reali e fantastici, immaginati o autobiografici, raccontano storie vere, verosimili o false al femminile, tanto che il libro viene presentato per la celebrazione dell’otto marzo 2001 dal CIF di Reggio Calabria e Campo Calabro con una bella e partecipata cerimonia. 
Intanto si era avviato su una invidiabile carriera sindacale, nella Cisl dei dipendenti pubblici, dove in oltre trent’anni di impegno altruista e solidaristico, ricoprì incarichi regionali e nazionali di prestigio, fino alla impegnativa carica di Segretario della Calabria e componente dell’Esecutivo nazionale.
Ma Natale Pace è soprattutto un riconosciuto studioso e ricercatore della vita e della opere di Leonida Repaci. Nel 2006 con i tipi di Laruffa editore da alle stampe un saggio romanzato su un pezzo importante, fondamentale della vita dell’autore dei Rupe. Il libro, IL DEBITO – LEONIDA REPACI NELLA STORIA, racconta con affetto e dedizione del mai pagato debito di riconoscenza verso Repaci dalla sua Città di Palmi e dalla Calabria tutta. L’amore di Leto Rupe, la sua generosità è stata ripagata nel 1925 con un complotto e con la galera e successivamente con la dimenticanza e lo sciupìo dei suoi beni.
Successivamente Natale Pace pubblica “INVITI SUPERFLUI”, silloge di poesia lunga un anno, il 2016, in cui Pace curava sul blog “Circolo 16” la rubrica “Una poesia per la sera.
Negli ultimi tempi Pace è capo redattore della rivista mensile “Corriere della Piana” dove ha pubblicato una parte dei saggi su Leonida Repaci che sono in pubblicazione con l’editore Pellegrini di Cosenza con il titolo MIO CARO LEONIDA, nonché scritti su personalità della cultura e dell’arte, specialmente calabrese.

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