Poesia di Luigi Fiacchi
La Felicità
In una certa cronaca d' Egitto
Fu ritrovato scritto,
Che un uom porgea fervidi voti a Giove
Acciò che gli mostrasse e come, e dove
Vera potea trovar Felicità.
Giove mosso a pietà,
A lui mandò la più pregiabil Dea
Dell' eterea assemblea;
Dea, ch' è del Sol più lucida e più bella,
E Verità s' appella.
Va', le disse, e quell' uomo
Ne' casi della vita
Reggi, e ove sia felicità gli addita.
Ma dopo alquanti giorni
Agli eterei soggiorni
Tornò la Verità dicendo a Giove:
Signor, vano è il comando
A me tua figlia ingiunto,
Perchè quell uom non mi capisce punto.
Allor Giove con lei
La Ragione mandò, perchè togliesse
L'ignoranza e l'inganno,
E fosse mediatrice e turcimanno.
Ma di quell' uomo al fianco
Starasi un certo antico
Fin dalle fasce sviscerato amico,
Che volea seguitarlo in ogni luogo;
In somma un pedagogo,
Un maestro di casa assai zelante
Detto Amor proprio: or questo compagnone
Disse all'uom nell' orecchio:
E chi è questa Ragione?
Cosa ha da far con noi?
Io, vostro amico vecchio,
Son la vostra ragione, e fo per voi,
Onde in ogni occorrenza,
Quasi avesse dall' uom plenipotenza,
Anelava, sudava,
Gridava, strepitava,
Decideva ogni dubbio, ed ogni piato
Meglio d' un avvocato,
E mentre egli facea tutte le carte,
Tacita la Ragion stava in disparte.
Noiata alfin di stare inoperosa
A quel trist'uomo intorno,
Al celeste soggiorno
Ritornò degli Dei,
E Verità con lei.
E la Felicità?
Ah! dov'ella si sia chi mai lo sa?
Favole e Sonetti pastorali di Luigi Fiacchi detto il Casio
