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Poesia di Giuseppe Vita
Ninnananna

Nella mente, da lontano,

mi risuona una canzone

così flebile e remota

da sembrarmi quasi strano

quanto l'animo mi scuota

e mi dia tant'emozione.

  

Pare che sia il sussurro

di una voce tanto cara

che mi fa intenerire;

come l'eco di un ricordo

che scompare e poi ritorna

nel silenzio che m'affligge,

perché parla di qualcosa

che una volta io avevo

e che adesso non ho più.

  

Mi sovviene di quel viso

che fu allora di mia madre,

ancor pieno di sorriso

come quello di mio padre,

lui che insieme a lei rimase

e giammai ne fu diviso.

  

Due immagini di vita

divenute ora più care,

perché mancano al mio cuore

che sin dalla dipartita

versa ancor lacrime amare.

Il dolor divien più forte

col pensar a quei momenti

di quel tempo già passato

che mai più potrà tornare.

Nella stanza dei ricordi

odo ancor quel flebil canto;

è un sussurro e par che dica:

"Ninnananna, ninnananna,

  angioletto della mamma!".

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