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Poesia di Giorgio Bassani
Orly

Da bambino siccome temevo
il grande fantasma bianco m'ero fatto
un rifugio dello sgabuzzino
del telefono

Il pensiero solo che fosse possibile
spedirmi giù sottoterra di notte alla ricerca
d'un altro ceppo per il
fuoco
bastava a riempirmi d'un incoercibile
spavento

E colma quasi altrettanto d'orrore era lassù
in cima in cima alla casa
la mansarda-granaio vasta
e vuota com'era e pervasa
tutta d'un fioco
semispento grigiore

Non sono cambiato non credere anche se mi dò
coraggio anche se ti
sembrai talvolta all'epoca così calmo e
saggio così
forte

Qualsiasi angolo o spigolo continua
ad allarmarmi qualsiasi promessa
di buio può farmi
ancor oggi tremare
qualsiasi viso

Vero è che il tuo soltanto o mia rara
o mia grande ed amara o mia
perduta
ogni qualvolta pensando lo riò
negli occhi di là dal cancelletto
d'uscita
mi fa oggi ancora sì trasalire
però di
vita.

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