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rovine di velia

Poesia di Giorgio Bassani
La porta Rosa 

Quando mi rimproveri di non occuparmi nei miei libri 
che di Ferrara e del territorio immediatamente limitrofo 
Reno e Po a sude a nord non osando io varcarli che di rado e 
di straforo 
e l'Adriatico ad est non facendocela in pratica 
a giammai raggiungerlo 
dovresti ricordarti della nostra gita dell'estate scorsa alle 
rovine di Velia 
di come t'era piaciuto camminare accanto a me e al bravo 
ospite Soprintendente 
alta e bionda e straniera e di roseo sangue tu pura 
fra noi due diversamente impuri 
italioti 
incantata in ascolto mentre salendo adagio verso la 
matematica
fulgida Porta parmenidea ritta sopra la cima

del colle giusto a
cavallo
venivamo noi uomini favoleggiando insieme degli
aristocratici
coloni greci per secoli e secoli
lassù sopravvissuti in faccia al deserto del Tirreno
incistata
asciutta stirpe carnivora di intellettuali sdegnosi
d'intrattenere
rapporti con le plebi aborigene dell'entroterra
lucano
- tutti bassi costoro e di corte gambe nonché di grandi
deretani da divora tori d'amidacei e di
carboidrati -
che non fossero rigorosamente pratici e affatto
funzionali
superbamente beati essi dal primo all'ultimo della loro
perfetta solitudine
Come t'erano piaciuti i nostri discorsi come
ti sentivi tu pure greca partecipe in qualche modo e
depositaria .
tu pure di un'aurea lingua particolare ed esclusiva
da adoperare.esclusivamente fra rari eguali quasi divini
dinanzi agli sbalorditi
umidi occhi nerissimi del semiservile
contadiname circostante
e come invidiosa anche e gelosa apparivi - così
dichiarandomi
nel solito stile tuo che tuttora
mamI-
del fatto che l'ellenica Porta suprema alla cui fresca ombra
frattanto
nemmeno troppo affannato il trio nostro mirabile oramai
ristava
l'eccellente archeologo l'avesse - non appena accadutogli
di restituirla intatta al bel sole e all'azzurro dell'antico
privilegiato
straniamento ausonio -
battezzata Rosa - come spiegò - dal nome dell'ancor
giovane sua
sposa conscia consorte negli studi congeniali e madre
dei suoi figli!
Non lasciarmi solo a scavare nella mia città a resuscitare
grado a grado alla luce
ciò che ai lei sta sepolto là sotto il duro
spessore di ventimila e più giorni
E là Rosa mia mia Regina che io sono giovane e bello e puro
ancora
là l'esclusivo padrone e signore per sempre il solo
Re.

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