Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Immacolata Concezione
Poesia di Gioachino Belli

L'otto de descemmre
L'otto di dicembre


Per oggi, Cucciol mio, nun sfutticchiam:
nun sfutticchiamo, no, ffàrno orazzione.
Nun zai oggi che ffesta scelebbramo?
La santa e immacolata Concezzione.

Doveressi capì che cquanno Adamo
nun zeppe superà la tentazzione,
esse maggnò cquer frutto de cuer ramo,
su in paradiso se serrò pportone.

Sin da cuer giorno la madre natura
nun poté llavorà ffor de condanna
manco, se viè ppe ddì, mmezza cratura.

E ttra l'uscelli e ssorche ch'Iddio manna,
nun fu assente arcun' antra futtitura
che dde san Giuvacchino e dde sant' Anna.

Der medemo

Roma, 13 dicembre 1832

Scritto il giorno successivo alla celebre formidabile coppia di Santaccia de Piazza Montanara, questo sonetto insiste su un tema tipico dello stile e, direi più profondamente, su una delle motivazioni autentiche e segrete della poesia di Belli: la contaminazione di sacro e osceno.
In un mondo governato dalle pulsioni
istintive (il sesso, il cibo, il carnevale) e dalla loro puntuale repressione e negazione, solo la loro sublimazione sul piano astratto e religioso può garantirli e renderli compatibili con l'ideologia religiosa dominante e ossessivamente contraria.
A una così evidente e sconveniente sfacciataggine tematica corrisponde poi un' analoga crudezza dell' espressione che se ne fa interprete immediata.

Commenti

Potrebbero interessarti