Poesia di Gioachino Belli
La luna
Tutto dipenne da la luna ar monno,
Quanno è in frusso e rifrusso co' le stelle.
Sempre, tra er primo cuarto e ttra ’r ziconno
L’acqua in celo sce sta tra ppelle e ppelle.
Si ppoi vedete la luna in ner tonno
E le nuvole fatte a pecorelle,
Potete puro dí, mmastro Rimonno,
Ch’er tempo vojji piove a ccatinelle.
Tutte ste cose me l’ha ddette Antonio,
Perché er padrone suo tiè ddu’ strumenti,
Chiamati, uno er tremò, ll’antro er baronio.
Disce che cquelli dicheno li venti
Er callo, er freddo, la neve, er demonio,
E tutte l’antre sorte d’accidenti.
E' uno scherzo ( o almeno ne ha l'andamento all'influsso della luna e alle variazioni atmosferiche; ma si noti anche come, nella ricerca di effetti caricaturali, il poeta poggi l'attenzione sulla costruzione fonica del sonetto e si valga fin di allusioni burlesche per suscitare nel lettore un effetto curioso e comunque piacevole.
