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    Poesia di Gabriele
    Poeti Emergenti

    A un passo dalla realtà desto con il dolor il mio sogno…
    "Doppia il capo di buona speranza con la mia patologia
    per arrivare alla terra del fuoco… Sì! In patagonia".
    Mah, qui  non c'è traccia alcuna della libertà tanto amata!
    Giro nei pressi con le nuvole del luogo io nel nubifragio,
    prigioniero son strano navigatore, giro e sostengo il mio
    improbabile futuro tra balle e battute belle si ride insieme
    chattando i propri guai con l'eterea compagnia di malati internettati
    alla ricerca, di coccole per della normalità, si va d'un domani inutile.
    Dio, la vita per chi la soffre nel male, come una cima da scalare,
    è tutta una fregatura per chi ha dimestichezza con la tristezza
    che assale malvagia per veder se alfin decade scordato su internet.
    Io capitano di vascello on line ho la password per guidare
    la mia nave poetica sui motori di ricerca che non abbandonerò
    mai alle ondate temporali delle nubi a cielo aperto… su google
    Io guado il mio destino nell'atmosfera vivo colpito da una pioggia
    di meteoriti d'un pianeta scoppiato dà molti anni… da secoli è
    la luce fatale ch' illumina il cammin divino sulla terra, il nostro
    nuovo paradiso, per il resto dell'eternità.
    Terra umana, fai piano con calma friabile al sole ci può scoprire
    sai! Ora che non servono più i suoi raggi per vedere il giorno,
    con il calore che scalda la sera per la notte… Giampiero esausto
    preso nel sonno, è stanco lui… non sa più cosa scrivere per
    fregare al tempo solare i dì per vivere la vita, fallo riposare!
    Beato chi ci crede!
    Quando Fausta legge dai miei occhi bruciati… quelle due infauste
    battute tracciate a parole su alcune righe di poesia l'inchiostro
    s'allarga in lacrime di prosa s'allunga, sbriciolando il significato
    cercato si deturpa! In un alone nell'aria dura si disperde.
    Lo scritto cambia in peggio sulla carta umida di gocce di pianto
    nella mente che portava spicciola felicità con le emozioni vola grigia
    ora, sui risvolti neri della sofferenza… del rischioso vivere che và.
    In agguato le indecise chiacchiere agguantano, e riannover'anneriscono,
    i colori prodighi nel comporre della gioia con quattro risate.
    Con il mio corpo che va a ramengo anche l'imparare è invano
    per sopravvivere con i movimenti degli arti, braccia e gambe,
    per me proposti dall'artista amica… fisioterapista.
    In crisi, la mente dimentica! Ogni giorno che passa è ripetitivo
    il mio vivere per arginare te, disgraziato d'un parkinson…
    ahimè gli arti son esseri analfabeti… poi nel finire strusi stracci di
    una metà che dice all'altra di fare piano nel raggiungere la meta
    del destino mentre, io stò indaffarato da una vita a gestire due anime
    in eterno conflitto interiore che si rincorrono eeh si menano
    di santa ragione lasciando nel pianto la mia sofferenza.

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