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    Poesia di Gabriele
    L'alba

    Eeh… Sì! Quelle poesie di Giampiero
    testè note e meno note son peste acre dall'odore,
    stanno a morire respirando per arte il mio dolore.
    Invano! Leggetele pure al pregno sapor son di tristezza
    al solito salice piangente respirate lagne musicate
    alle ultime lacrime di giornate sprecate al vento giocate.
    D'una vita spolpata invece che consumata gustata
    mangiando pezzi di carne rancida neuro malmenata.
    Di tutto di brutto c'è alla brace dei tizzoni ardenti
    d'una vita con un tozzo di pane secco tra i denti…
    un'anima che soffre d'amore nel cuore.
    Ooh Dio non so in te quando c'è di mio. So che ci sei
    caldo come il sole perché ascolto e, con il tuo calore vivo
    a volte sei arido al freddo gelido gridi aspettando lì
    al guado la tua vendetta per la morte della tua vita
    da altri bistrattata, dal loro peccato. Ooh Dio!
    Non so se è peccato con la mente aderire per morire.
    Sai! Io dormo a pezzi con il sonno ritrovato in cucina
    stò a tentoni cercando con la candela accesa, l'alba
    alle tre nell'arcobaleno d'una tazzina di caffè imbevuta
    di orgoglio all'aroma dolce, al meno peggio per iniziare
    il nuovo giorno.

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