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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
L'infinito dolore


Dietro il fronte del monte sulla cima giace confuso
di nuvole lì in croce ancora stà il passato di mio padre
pieno di ricordi lasciati per il mio futuro raccontato
da un Dio che ha la vita per me concepita ooh Signore
ancora io troppo preso che la vivo non so qual è?
La teoria della tua bellissima storia è di un film dato
in visione lassù in cielo al cinema Paradiso per centinaia
di volte bissato troppo bello, mai restaurato sempre
evidente brillante con l'andare sempre al passo dei tempi.
Essere e stare per te Signore è essere per restare accettandosi
così com'è con l'idea che la morte è tutt'altra cosa, da consumare
per quando si deve morire.
Non è previsto conseguenziale al male che si deve imparare per
se e per gli altri per soffrire in silenzio.
Mah Signore, le giornate sono sempre nere da strizzare in questo
mondo incompiuto per questo senza sorriso ooh dio con un po'
d'amore per qualche emozione.
Con te meglio pensare male poi quando sarà per non stare peggio.
Tutti quelli or ora morti prima di me in apparenza erano vivi? O
la loro vita era precaria per contratto a tempo determinato.
A proposito dimmi Dio: Io sono a tempo indeterminato?
Dio! Non vorrei parlare al vento con te, che per tutti sei importante,
del più e del meno, della vita arricchendola nella mia estrema solitudine.
l'importante è continuare a vivere sia nel bene come nel male.
Eeh dimmi che esisti ooh Dio anche se non ti vedo dammi un segno
fammi capire che tu ci sei non solo attraverso l'infinito dolore.