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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
All'ultimo grido neurologico


Sarcastico, rido di me stesso marionetta
in terra vegetale unico albero triste sulla
distesa lunga della verde campagna.
Con i petali
d'un bianco meravigliosamente vestite
sono dei fiori quella moltitudine floreale
di margherite dal cuore d'oro salvano dal
temporale interiore gli odori dei profumi
belli per debellare il mio pestifero dolore
blasfermo che mi mantiene nel tormento
in allenamento come gli infermieri e il
neurologo con i giochi d'azzardo ospedalieri.
Per lavoro è la loro occupazione discriminare
la bontà dalla carità trasformando la pazienza
in malattia inossidabile per quando la morte
avrà l'onere di reclamare la vita all'anima…
Che nel cuor si dispera e saluta lasciandogli
del mio, il corpo! Un inanimato manichino
usato barattato dal tempo per indossare
abiti nuovi… All'ultimo grido neurologico.
Io andrò in un mondo strano forse ogni volta
per essere scelti da una giuria sempre diversa
di eletti da Dio per non essere giudicati per i
peccati in terra già perdonati perché forse è lì.
La triste realtà infernale della vita per l' esistenza
attratta dalla gravità terrestre questa è la loro
condanna che crea sofferenza alla disabilità d'agire.
Solo con la morte si scivola nell'infinito per
evitare il soffrire ricco d'emozioni.