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Poesia di Gabriele D'Annunzio
Pastorale

Sta come una mendìca
l'Ignota su la porta;
e ascolta. Un soffio porta
la pastorale antica.

Or sì or no qualche onda
di suono giunge, e muore
dolcemente sul fiore
della neve profonda.

Suono di ceramelle,
suono di cornamuse,
e tra i suoni confuse
voci di verginelle

passano ne la bianca
notte mentre riceve
la terra da la neve
la luce che in ciel manca.

Silenzio. Un soffio porta
la pastorale antica.
Sta come una mendìca
l'Ignota su la porta.

La novena si canta
ne la cappella d'oro
ov' è chiuso il tesoro
d'una vergine santa?

Ardono le candele
nell' aria intiepidita,
pure come le dita
de la Sposa fedele

che le accese su i belli
candelabri d'argento.
Le suore del convento
prostrate su gli avelli

cantano, tutte eguali,
simili ai gigli. Solo
tra il candido soggòlo
le due candide ali,

se avvien che s'invermigli
al fervido cantare
qualche volto, ecco appare
una rosa tra i gigli.

Cantano. La sicura
Stella è ne l'infinito
cielo, sola. Fiorito
è Cristo in carne pura.

Cantano: «Fac me nato
custodiri!». Arde e vola
il cuor su la parola
pia verso l'Adorato.

Sta come una mendìca
l'Ignota su la porta;
e ascolta. Un soffio porta
la pastorale antica.

1892

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