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Poesia di Gabriele D'Annunzio
Odo cantare le Fenici ! ...

Odo cantare le Fenici !
L'ebrietà si precipita
in me come fiumana celeste.
Sento in me il mio dio.

Odo cantare le Fenici
un canto che ha l'odore della mirra
e il giubilo dell' amarezza.
Sento in me il mio dio.

Tutta la cenere è seme,
tutti gli sterpi son germogli,
tutto il deserto è primavera.
Sento in me il mio dio.

Tutta la selva è rinata di palme,
tutta la selva è alta nell'etere, immune
dalla servitù d'ogni peso.
Sento in me il mio dio.

Cantano in vetta alle palme idumèe,
senza piegarle né crollarle,
cantano le Fenici rinate.
Sento in me il mio dio.

O Fenici degli Olocausti,
non dirò la vostra porpora oriente
né il vostro cimiero d'astri ignoti.
Vedo in me il mio dio.

O Fenici degli Olocausti,
non rivelerò la parola votiva
Che apre o chiude dell'inno.
Servo in me il mio dio.

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