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Bernadette_vede_la_Madonna_Lourdes
11 Febbraio 
La bella Signora

« Il giovedì Il febbraio 1858 spuntò a Lourdes come tutti gli altri giorni d'inverno, nemmeno una gaia luce d'aurora; un velo di nebbia avviluppava la città e le montagne.
Dissipatasi la nebbia, l'a
ria calma non restò meno fredda e umida»

Era giovedì grasso, ma nel Cachot vi era più miseria del solito., Francesco da parecchi giorni non lavorava ed in casa non c'era di che comperare un pane per la mensa, né un ciocco per il focolare; bisognava dunque andare al bosco di Saillet per raccogliere legna come gli altri poveri.
Luisa accudì alle poche faccende, si coprì sospirando con lo scialle e si disponeva ad uscire, quando capitò Gianna Abadie, la più svelta delle frequentanti la scuola di Catechismo: veniva a chiedere a Luisa di far uscire per una passeggiata Maria, la seconda dei Soubirous. Giacché però
occorreva legna, - propose - sarebbero andate al bosco: non era la prima volta e in due ne avrebbero portato una buona bracciata. Luisa fu lieta della proposta e dette il consenso.
Ma Bernardette intervenne. Poteva andare anche lei?

Sarebbefo state in tre, avrebbero fatto più presto e più legna avrebbero portato. Luisa si oppose. Faceva troppo freddo e una gita con quel tempo le avrebbe certamente procurato un attacco d'asma. Bernardette di solito ubbidiente insisté tanto che Luisa cedette.
Felici dell'insperata libertà, le ragazze si avviarono alla loro spedizione.
Percorsa via du Baous, presero per lo Che
min de la Fàrest, avviandosi per il ponte Vecchio ed il
tor
rente della Merlasse al bosco comunale. Per via incontrarono una lavandaia, una certa Pigouno, che consigliò di andare nell'Isola dello Chalet, dove il giorno prima c'era stato taglio di pioppi ed era rimasta per terra legna in abbondanza. Le ragazze ringraziarono e si diressero verso il Savy

addentrandosi sui prati Lafite fino allo sbocco del Savy nel Cave, dov'è l'antro di Massabielle.
« Il blocco gigantesco dell'Espélugues - scrive l'abate Trochu - punteggiato di edera, di bossi e ,di rovi nelle sue larghe crepe, presenta alla base un 'incavatura larga circa dodici metri per otto di
profondità. Dai bordi del canale al fondo della Grotta il suolo si eleva ad anfiteatro poiché il Gave ha formato con le sue piene dei larghi gradini, molto smussati. In questo pendio sabbioso, seminato
di radi ciottoli emergeva una grossa pietra a forma di tavolo...
« Era un luogo aspro e selvaggio.
« A destra della grande incavetura, circa tre metri al di sopra dello stretto lembo sabbioso, c'era una nicchia ovale. Da questa uscivano le ramificazioni di numerosi arbusti e i gran,di rami di una
rosa canina, che pendevano in basso, lungo la rupe».
Gianna Abadie notò subito stipa in abbondanza al di là del canale. Senza por tempo in mezzo, si tolse gli zoccoli e s'inoltrò nell'acqua ghiacciata. Maria l'imitò. Bernardette rimase sola.
Avrebbe voluto fare come le altre, ma il timore
dell'asma la tratteneva: forse per la prima volta sentì il peso della propria limitazione. E le venne un impeto di ribellione. Avrebbe sfidato freddo e acqua e avrebbe fatto come le altre. Si sedette su di un masso e si accinse a togliersi le calze quando...

«Avevo appena cominciato a sfilarmi una calza - raccontava Bernàrdette anni dopo - quando udii come un colpo di vento all'avvicinarsi del temporale.
Mi voltai, ma gli alberi non si muovevano, so
lo avevo intravisto un agitarsi di rami e di arbusti dalla parte della Grotta senza prestarci attenzione.
Continuai a scalzarmi e avevo quasi
messo un piede in acqua quando riudii lo stesso rumore.
Alzai gli oc
chi e vidi rami ed arbusti che si agitavano sopra l'apertura più alta della Grotta.
Dietro quei rami nell'apertura, si mostrò subito una
giovane Signora tutta bianca, non più grande di me. La giovane Signora mi salutò gentilmente, inchinando appena il capo e allargò un poco dal corpo le braccia tese con le mani aperte.

Al braccio destro le pendeva una lunga corona del Rosario. In un primo momento ebbi paura ed indietreggiai. Volevo chiamare le mie compagne, ma mi mancò il coraggio; temevo un inganno dei sensi. Mi stropiooiai gli occhi più volte e di nuovo la giovane Signora era sempre là e mi sorrideva con molta grazia e mi invitò ald avvicinarmi.
Avevo ancora tanta paura, ma non come altre volte che mi era capitato, perché sarei rimasta a contemplare « Quella là » senza stancarmi.
Mi sorse allora l'idea di pregare. Misi la mano in tasca e presi la corona del Rosario.
Mi inginocchiai e volli fare il segno della cro
ce, ma non riuscii nemmeno ad alzare la mano alla fronte, perché il braccio mi ricadde senza forza. La giovane - Signora si girò un poco verso di me. Questa volta aveva la sua corona in mano. Si segnò con un gran segno - di croce, come - per pregare; io tremavo ancora, pure tentai di nuovo di segnarmi e questa volta ci riuscii.
Da quel mo
mento non ebbi più paura.

Recitai il Rosario, mentre Ella lasciava scorrere i grani ad ogni Ave Maria, senza muovere le labbra. Solo alla fine di ogni Mistero diceva con me: « Gloria al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo ».
Mentre pregavo, la guardavo incantata; vestiva un abito lungo fino ai piedi, di cui rimanevano scoperte solo le dita, chiuso intorno al collo da un'arricciatura da cui penideva un cordone bianco. Un velo ench 'esso bianco le copriva la testa e le scendeva lungo le spalle e le braccia, fino all'orlo dell'abito. Su ogni piede le brillava una rosa d'oro.
La cintura del vestito era azzurra e le scendeva oltre le ginoc
chia. La corona era d'oro, e i grani rossi e bianchi molto distanti l'uno Idall'altro.
Era giovanissima, viva e vera, circondata da una
nuvola di luce. Finito di recitare il Rosario, mi salutò con un dolce sorriso poi indietreggiò nella nicchia e scomparve ».

Quanto durò l'estasi? «Il tempo di un Rosario »; fu una comparsa silenziosa, quasi di preparazione al compito che la fanciulla avrebbe dovuto svolgere.
Gianna e Maria intanto dal di là del canale avevano sorpresa Bernardette negli ultimi momenti della sua estasi.
Furono meravigliate a vederla inginocchiata di fronte all'antro di Massabielle con la corona in mano e gli occhi fissi nel vuoto. A più riprese la chiamarono, ma solo quando la Signora sparve Bernardette ritornò normale. Allora senza rispondere alle domande, stranamente agile e risoluta, guadò il canale e si mise a raccogliere legna. Finito alzò d'un colpo la fascina, se la pose sul capo e sempre in silenzio si avviò verso casa per la più lunga e disagevole via del monte dell'Espélugues e dello Chemin de la forest. Maria e Giana le tenevano dietro sbalordite.
Ma Bernardette non s'accorgeva nemmeno di quanto faceva. In lei c'era una dura lotta. «Vorrebbe avere la Signora interamente per sé - nota attentamente Franz Werfel - ora e sempre fino all'ultimo respiro, senza dividere con nessuno il segreto che le inebria il cuore.
E nello stesso tempo
vorrebbe gridare questo segreto ad ognuno che conosce. portare tutti gli uomini davanti al volto della Dolcissima perché potessero pascersi della sua vista non meno di lei stessa». Fu più forte quest'ultimo impulso. Si fennò e in gran segreto svelò alla sorella e all'amica la dolcezza del celeste incontro.

L'apparizione di Massabielle cessava di essere un rapporto intimo fra Colei che dà le grazie e la privilegiata della Grazia per divenire l'essenza di nuovi contatti fra la terra e il Cielo.

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