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Poesia di Emilio Praga
Ballata alla luna

O notturno splendore,
o vergine divina!
Tu che commuovi, sorridendo, il core
dell'uomo e dell'oceano,
solitaria dei cieli,
adoro la tua luce, amo i tuo veli!

Tu fra le viti e i gelsi
del mio suolo natio,
fanciullo io vidi e ad astro mio ti scelsi;
fosse felice o in lagrime,
da quel giorno, o mia Dea,
quest'anima, sperando, a te volgea!

Come sei bella, o luna,
quando il viso ti specchii
nel mite tremolio della laguna;
come bella, fra i pallidi
scogli della montagna,
quando sul ghiaccio il tuo raggio si bagna!

Ma chi dirà, divina,
di che fulgor ti vesti
se tu sorgi infocata alla marina?
Il pelago scatenasi,
e placido e giocondo
il tuo disco d'innalza e irradia il mondo!

Ed io ti amai sul piano,
ti amai, luna, sui monti,
e nel cupo fragor dell'oceàno...
Ma non mi tocchi l'anima
quando, dimessa e stanca,
seguiti il sole in camiciuola bianca!

O vergine d'amore,
se la tua beltà lo vince,
non indugia a pregar nostro Signore,
che, quando il sol ci illumina,
ti tenga in paradiso,
perch'io solo di notte amo il tuo viso!

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