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Santa Maria della Pazienza
Poesia di Domenico Marras 

Caro Centro Storico 

Vedo che sei quasi ricco
e che hai attorno una città:
lo constato, sai, ogni volta
che vengo a farti visita,
e la cosa mi fa piacere;
ma ai tempi della nostra
lontanissima convivenza
eri solo un agglomerato
povero e piccolo: quattro
viuzze e quattro casupole
in croce attorno alla due
vecchie e piccole chiese:
Santa Maria della Pazienza
e Santa Croce (sconsacrata)
e alla bella Fontana grande.
E la vita che allora si faceva,
lo ricordi? era assai povera,
e a giorni, persino grama:
sette in una sola stanza,
per la verità molto grande,
ma senza servizio alcuno:
niente rubinetti d'acqua,
per cui niente fognatura,
e niente corrente elettrica:
solo lampade alimentate
a olio d'oliva o a petrolio;
colazione, pranzo e cena
(quando non si saltavano)
erano poverissimi, scarsi:
poco lontano dal digiuno.
Eppure, e ciò nonostante,
gran parte dei miei pensieri,
oggi ancora più di ieri,
sono per te: per le tue viuzze,
per i tuoi vicoletti ciechi,
e per le persone del tempo,
oramai quasi tutte passate
a serena e migliore vita.

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