Auguri di compleanno
di Domenico Marras
Il primo gennaio duemilaventuno
ho compiuto, in buona salute e forma,
novantadue anni, per cui ho ricevuto
da parenti, da amici, da semplici
conoscenti ed anche da sconosciuti,
tanti, ma davvero tanti auguri.
La cosa mi ha fatto grande piacere
in quanto da me interpretata come
segno di benevolenza e di affetto.
Però mi sono anche un po' rattristato,
in quanto la stragrande maggioranza
m'ha augurato vita lunga e felice,
ma senza precisare lunga quanto,
e l'altra parte di arrivare a cento;
ed io, con i soli otto che mancano
per arrivare ai cento augurati,
non vado da nessunissima parte:
a me, per realizzare tutto quello
che ho in mente, servirebbero almeno
almeno altri ventuno ventidue anni,
perché ho una pronipote di sei anni,
Aurora Fois, la Luce del mattino,
e non vorrei affatto mancare alle
sue feste di laurea e di matrimonio.
Quindi, cari amici, il primo gennaio
prossimo, quel del duemilaventidue,
e per tutti gli altri che seguiranno,
siate più generosi, più prodighi.
E non ditemi che pretendo troppo,
perché Matusalemme è deceduto
a novecentosessantanove anni.
