Poesia di Corrado Govoni
Il lampione
Il crepuscolo si sfogliò
su i tegoli muscosi;
l'ultimo suono di campana si smorzò
ne l'abbandono dei sagrati erbosi.
In una svolta, un fanale
notifica! la sua vittoria
sopra l'ombra cocciuta.
La sua fiamma claustrale
sembra una fiamma provvisoria
ed instabile. Si direbbe che sternuta.
Il fanale s'illude d'essere un sacro lampadario
che nel suo cuore chiude
come in un vaso un elettuario
infiammabile.
Ma il vento precario
lo prende per un disadorno e vitreo erbario
con un gìgaro
friabile che si diverte a gualcire.
Ed il fanale si rassegna
a la notturna passione
senza imbroncire.
Il silenzio, come un cane,
segue le pestè dei rumori.
Il sonno sente a gli occhi dei pizzicori.
E l'alba soffia il dente di leone
del lampione.
