Poesia di Arturo Graf
Il canale
Nel luminoso e caldo
meriggio, assolatìo,
pigro? allunga il rio
più verde che smeraldo.
Di qua, di là palazzi
di marmo e di mattoni
i rugginosi toni
specchian nei verdi guazzi.
Specchian bifore strane
porte intarlate e nere,
barconcelli e ringhiere
e fumaioli e altane.
Un volo di colombe
l'aria di guazza e sciacqua
i palazzi suJl'acqua
son muti come tombe.
Dall'una all'altra sponda
esili ponti lievi
saettan gli archi brevi
accavalcando l'onda.
Arrancandosi' fuori
d'un cortiletto, un grande
ramo di lilla spande
la festa dei suoi fiori.
Sopra un giardino smosso
brilla un secchio di rame;
pendola da un serrame"
al sole un cencio rosso.
Sopra un giardino smosso
brilla un secchio di rame;
pendola da un serrame"
al sole un cencio rosso.
Solo di quando in quando
il suono arrantolato'?
d'un cembalo" scordato
vien di lontan vagando.
Larva leggi era e scorta,
dileguante chimera
una gondola nera
scorre sull'onda morta.
La gondola fugace
passa, svolta, sparisce.
Sull'onde verdi e lisce
che silenzio, che pace!
Estate a Venezia; un canale silenzioso nel pomeriggio assolato: solo immagini dei palazzi antichi riflessi nell' acqua verde e nell' aria qualche volo di colombe e le note lontane di un pianoforte. D'improvviso una gondola scivola via rapida e leggera, senza rompere la calma e l'incanto dell'ora
