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 Poesia di Tony Basili
Solo e pensoso

Cosa fare da solo in mezzo al prato?
Rimiro il panorama che conosco,
un gruppo di ragazzi senza lavoro,
la solita vecchietta alla panchina
che arriva tutti i giorni alla stessa ora,
sola col cane, povera meschina.
Pure io solo, che penso al mio paese,
dove potrei stare in mezzo al bosco,
quieto a camminare o i contrasti
ammirar dei castagni della Pacina.
Il prato arde di sole quest’ autunno:
paiono stoppie queste erbe spente,
chissà se pioverà, se queste crepe
che segnano la creta come rughe,
si saneranno ché c’è da impazzire,
penso certe volte, che questo guaire
improvviso, dei cani da compagnia,
sia l’avvisaglia già della follia
che coglierà i padroni all’improvviso
per questa piatta vita a fare niente.
Una volta da vecchi s’avea un ruolo
A raccontare le favole ai nipoti,
ma ora sono svanite le famiglie,
nelle tavole, ci sono posti vuoti;
spesso ricordavano i morti in guerra,
ma ora pur di questa s’ha vergogna:
non si fa più per difendere i confini
della patria, ma solo i malandrini.
Cosa fare da soli in questo mondo?
Non so, oltre a scriver queste cose,
ché se coltivo l’orto mi par vano,
ché i miei figli stan girando in tondo
e mangiano nel modo americano,
non hanno tempo a piantare i pomodori
né per mondare la terra dall’insalata;
ahimè questa vita è una menata!
Nonostante lo scempio già scontato,
a maggior scorno, c’è corda e sapone:
mutui e tasse per i poveri cristiani,
Pur se ancor lavori, o sei è in pensione,
non hai più denari per tirare avanti,
Con l’acqua, l'Imu, il pane c’è predato,
ed il popolo impecorito è rassegnato.
Si sente sol un gemer disperato,
Sta senza medicine che costan troppo
e tutto ciò che serve va al galoppo.
O popolo sciocco che le terga porgi
Ad una greppia al massimo infamante,
sei senza figli, senza domani e non t'accorgi.

41/1.10.07

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