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Poesia di Tony Basili
La domenica a Roma 

Fa pena la città, quando si desta
Con le strade vuote e desolanti,
e poi a mezzogiorno tutti di fretta,
un teatrar del viver di tutti quanti
di zombi che son, per lor disdetta,
un assalto di facce d’ ignoranti,
alla ricerca di spettacolo affannosa
ed ognun preso a strafare senza posa.

Son cadute le foglie al parco e spoglio
È l’albero ramoso, di pioggia intriso,
non c’è nessuno in giro, che cordoglio!
Sol qualche cane sgambetta dal sorriso
del padrone deliziato pien d’orgoglio,
che lo guarda incerto: ma è un paradiso?!
passando il dì di festa con il cane,
e s’aspetta una leccata: ciò rimane!

Si vive non per l’oggi, ch’è monnezza,
che l’affanno e l’ansia ci corrompe;
Di cosa voler infin, non c’é chiarezza,
il tempo passa così, il danno incombe,
e sol lo puoi evitar, se c’hai destrezza,
fin tanto che preservar puoi le pompe,
sol questo rimane, non hai speranza,
lasciar la baracca, ce n’ hai abbastanza!

Lontano dalla folla scappa via,
per ritrovar te stesso e le tue ore,
vedrai dopo un po’ che non è sì ria
la vita che ti diede il Creatore
portala altrove, vai con la fantasia
e fai quel che ti piace senza timore.
Capir potrai che la Natura non è molesta
Se porterai fuor dal gorgo la tua testa.

40/18.1.03

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