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Calipso (da l'Odissea di Omero) 
di Tony Basili

Dimmi o diva di quell’eroe che, distrutta Troia,
per il mare molto peregrinò con i suoi compagni
cercando di scampar alla terribile ira del dio
che tentava di tenerlo lontano dai suoi lidi,
e molti ne perse di questi suoi compagni
ché spesso però si comportarono da folli,
come quando i buoi d’Iperion li fè satolli.
Molti altri pur restati dieci anni a Troia
Già avean fatto ritorno alla moglie e ai figli
Ma soltanto uno ramingo per il mar andava,
Ora avvinto da Calipso la splendida dea
Che ammaliato e sfinito lo teneva come sposo.
Ma quando il tempo finì della vacanza
E gli dei furon a decider che era il tempo giusto
Per riprendere il viaggio per la sua Itaca,
Sfuggir non potè tuttavia alle altre prove
Con cui Poseidone lo incalzava furente.
Il re del mare era allor presso gli Etiopi,
E il padre Zeus e Atena dicean allor d’ Egisto,
Che fu ammazzato dall’argivo Oreste
Per aver provocato la morte dell’Atride
“Nonostante le sollecitudini che per Hermes
Gli aveo inviato perché stesse lontano
Dalla donna e non ne trucidasse il marito.
Questo fanno i mortali, e le sciagure su di sé
Attiran con le loro temerarie azioni
E ne danno la colpa poi a noi dei, che è loro!”
Atena riprese però quel che il padre avea detto,
Dicendo che ben avea la morte meritata
L’Atrite per mano di quello e di Clitennestra
Che tante volte avea tradito e puranco
Un’altra concubina s’era portata con sé,
ma “padre, quel che succede ad Odisseo,
che da molti anni è costretto a vagare
per il vasto mare a causa di Poseidone,
ed ora è ristretto dalla figlia di Atlante
lontano da Itaca, ci riempie di amarezza.
E come non ti commuovi per il destino
Di questo che tante volte pingui offerte
Ti dedicava presso le navi degli Argivi?
Perché, o Zeus, non ti curi di questo uomo?”
“Ma figlia mia quali parole insensate
Ti escon di bocca, chè accusi proprio me
Di esser responsabile di queste sventure
Capitate ad Odisseo? Egli l’odio s’è attirato
Di mio fratello per averne con dolo accecato
Polifemo, suo figlio, che di tutti i ciclopi
Era il più forte, ma ora dovrà la sua ira
Recedere perché tutti noi lo vogliamo.”
“Ma se questo ora-riprese la dea- è deciso,
Che il magnanimo Odisseo in patria ritorni
Ed alla moglie ed al figlio che ne sono in attesa,
Occorre mandar subito Hermes ad Ogigia
A recare alla ninfa dalle belle trecce
La volontà tua, chè Odisseo ad Itaca torni,
Ed io frattanto ad esortar ne andrò il figlio
A prepararsi all’evento e trovare i compagni
Per scacciare tutti i proci dalla sua casa
Che stanno devastando con le gozzoviglie,
Banchettando con le sue pecore e i vitelli,
E lo manderò fino alla boscosa Sparta
A chiedere notizie del padre Odisseo
E avutele gli aumenti il coraggio in attesa.
28/1.12.18

 

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